“Egregio Sig. Presidente del Consiglio,
l’educazione mi impone di iniziare in questo modo la presente lettera, anche se le circostanze mi porterebbero a gridare improperi senza sosta. Sono convinta, infatti, che la buona educazione ancora conti qualcosa. Ma anche Lei è convinto, signor Presidente, che l’educazione sia una risorsa, poiché Lei ha educato con le sue televisioni due o anche tre generazioni, anche quelle già attempate. Può esserne orgoglioso signor Presidente, può essere orgoglioso di tante cose, tante quante io non sono orgogliosa di Lei. Ma è una semplice questione di punti di vista e le signorine come Terry De Nicolò fanno scuola, loro che sono cresciute con una educazione che per fortuna non è la mia. Ma ci sono cose che non sono semplicemente opinioni e la invito a non considerare ciò che sto per scriverle solo un mio punto di vista o quello di pochi altri.
Tutte le volte che percorro l’autostrada Caserta – Napoli, sottolineo ogni volta, vedo un incendio, se non due o tre contemporaneamente, e osservo impotente il fumo nero che se ne sprigiona e che sovrasta e avvelena quello che un tempo era una terra fertile e ricca. Sovrasta e avvelena persone, parenti, amici, i quali denunciano da anni questi fatti vergognosi ma continuano a non essere ascoltati. Ascoltati per davvero.
In questo luogo dimenticato a fasi alterne, si combatte una vera e propria guerra tra chi denuncia inutilmente e chi scarica illegalmente rifiuti, tra l’altro rifiuti cosiddetti “speciali”, e in seguito appicca i roghi avvelenando l’aria e la terra un tempo felix. Mentre Lei i militari li ha inviati per sorvegliare le discariche – perché siti di interesse strategico nazionale -, nessuna pattuglia mai è stata inviata per sorvegliare il territorio e contrastare in modo costante questa attività criminale.
In tv sono stati trasmessi alcuni servizi ed inchieste su questa guerra che si combatte tutti i giorni, anche recentemente. Le inchieste me le guardo io e tutte le persone già informate, per essere, tutti noi, sempre più informati. E Lei invece, signor Presidente? Come minimo è disinformato. Perché, al solo ascoltare questa disastrosa situazione, ogni coscienza – che non sia quella formata a colpi di fiction e reality – si sveglierebbe. Ma Lei non ha il tempo di guardare la tv. Dalle intercettazioni si potrebbe intuire vagamente – ma il condizionale è d’obbligo in questo Paese dove nulla è chiaro e dove la regola è “negare sempre” – che al massimo Lei “se la faccia” la tv. Ma non importa se è disinformato oppure no, ciò che non è tollerabile è che un Presidente del consiglio continui ad ignorare un fenomeno così ampio e devastante: la lesione ininterrotta di diritti costituzionalmente inviolabili in questa terra di nessuno, in questa Terra dei Fuochi.
Mi verrebbe da insinuare che ci possa essere interesse a non intervenire, talmente è conosciuto ed evidente il dramma che le sto esponendo. Un’idea pericolosa. Potrei incorrere in una querela, ma almeno la mia protesta non sarebbe ignorata come invece quella di tante persone che ogni giorno si sforzano inutilmente di denunciare i vergognosi fatti che accadono qui, fatti che dipendono dalla volontà del Governo di questo paese. Perché il non intervento è comunque un’azione volontaria. Ma Lei che aiuta la povera gente non può certo avere il coraggio di denunciarmi. Se mi querelasse dimostrerebbe che in fondo aiuta solo pseudo-escort a cui – dice – di prestare o regalare soldi per aiutarle a realizzarsi professionalmente. Ma se dovesse semplicemente ignorare questa mia lettera allora dimostrerebbe comunque che Lei non è un benefattore, perché qui c’è davvero gente da aiutare, gente che si ammala e muore di tumori provocati, ed è un fatto, dall’inquinamento di questa zona. E come se non bastassero questi anni che hanno visto morti e malformati, si vuole fortemente la costruzione di un inceneritore; e stavolta questa terra, improvvisamente, viene ricordata. Tante persone affermano: “Senza il termovalorizzatore non potremo mai eliminare le piramidi di ecoballe accatastate a Taverna del Re. Non c’è altra soluzione”. Ma chi sono queste persone? Per caso sono le stesse condannate a morte dall’incenerimento di balle che di ecologico non hanno nulla? E perché, per errori o illegalità di politici, amministratori e imprenditori del Nord e del Sud, di destra e di sinistra, dovrebbero pagare con la propria salute intere famiglie e generazioni? Chi ha il diritto di scegliere i capri espiatori, le vittime che dovranno essere sacrificate a causa di una pessima gestione della res publica? E inoltre, come si può spiegare il totale abbandono in cui vive questa terra? Lo Stato, in questi decenni, si è dimostrato forte solo con i deboli, e il suo Governo non è stato da meno, nonostante gli effettivi, sbandierati ed eclatanti arresti. Non importa di chi sia la colpa originaria, colpevole è comunque chi non fa nulla per cambiare le cose. Stavolta tocca a Lei essere sotto accusa in questo modo, non avendo fatto nulla, tra l’altro, per evitarsi questo trattamento – tenuto conto della sua condotta privata, che ha investito comunque la vita pubblica nazionale ed internazione.
Perché il suo dovere – e non sarebbe quindi solo un’opera di bene per qualche suo caro amico – non lo compie qui nella Terra dei Fuochi? Perché non viene a respirare l’aria che si respira qui? Può scegliere un giorno qualunque, troverà qualche fuoco accesso senza ombra di dubbio. Le farebbe male alla salute, signor Presidente? Ha ragione. Proporrei a Lei e a tutti i parlamentari e consiglieri regionali, di venire qui ad allestire i vostri uffici e sedi distaccate dei Ministeri. Scommetto che, nel leggere questo invito, stia scorrendo lungo la schiena di ciascuna persona bene informata qualche brivido. C’è chi pensa alle analisi del sangue che, successivamente, andrebbe a fare con timore, e chi – le giovani donne sostenitrici di questo Governo – alla paura che le assalirebbe nell’andare a fare un’ecografia di controllo in gravidanza, preoccupandosi che l’aria respirata qui possa aver avuto conseguenze sulla salute del bimbo. Timori fondati, perché è veleno quello che si respira tutti i giorni, perché qui si muore nell’indifferenza dell’Italia intera, unita da 150 anni solo sulla carta e solo quando fa comodo. Le persone valide che non vanno via dal Sud, restano per lottare contro un destino scritto da altri, mentre lo Stato non li difende né dall’anti-stato né dai problemi che nella norma lo Stato stesso dovrebbe risolvere. Devono convivere con la precarietà del lavoro e contemporaneamente trovare il tempo per difendere la loro terra martoriata. Guadagnano il pane a stento e nonostante tutto lottano. E’ gente che dimostra di avere un valore aggiunto rispetto ai perbenisti “padani” che pensano di lavorare più dei “terroni”. Qui c’è gente che lavora con maggiore fatica e con un impegno che al Nord talvolta neppure si sognano.
Signor Presidente, mentre scrivevo questa lettera pensavo che per quando l’avesse ricevuta avrebbe potuto essersi già dimesso. Ho immaginato il caos dell’opposizione, indecisa come sempre. Eppure l’indecisione sarebbe ingiustificata, le azioni per arginare questo disastro ambientale sarebbero a portata di mano, ma tutti voi, Governo e opposizione, non le vedete perché continuate a non capire che le decisioni vanno prese ascoltando i cittadini e non, come accade, sovrapponendo le vostre voci, che rimbalzano da un canale all’altro della tv, alle singole voci di persone che hanno la possibilità di comunicare attraverso i mass media quell’unica volta. Basterebbe accogliere e attuare le proposte innovative già esistenti, e non porre loro finti ostacoli, con la diffusione di falsa informazione, solo perché si tratta di soluzioni che andrebbero contro interessi economici. Basterebbe riscoprire la politica come la gestione del Bene comune per il benessere collettivo e come allocazione di risorse più equa e diretta allo sviluppo e alla crescita, e non all’arricchimento attraverso il sistema degli appalti.
Vorrei, in conclusione, rivolgere un ringraziamento – in modo tale da farle conoscere, signor Presidente, delle realtà meravigliose che non hanno perso la speranza nonostante l’immobilità dello Stato – agli amici della trasmissione web radio Wrong, al Movimento Contro le Mafie, ai Meetup Amici di Beppe Grillo di Napoli e Palermo, e a tutti i gruppi e le associazioni, ma in particolare alle singole persone, come Raffaele del Giudice e tanti altri, che in questi anni mi hanno insegnato, con il loro coraggio ed esempio, ad amare la nostra terra, a difenderne la bellezza e a lottare per farla rinascere.
Cordiali saluti, una cittadina.
Veronica Crisci”
Caro Presidente….
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